sabato 2 gennaio 2021

REALIZZATO A MAGIONE IL PRIMO CAMPO PADEL DEL TRASIMENO

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L’iniziativa di privati amplia l’offerta della cittadella sportiva del capoluogo con una struttura super panoramica


 Realizzato a Magione, per iniziativa di privati, il primo campo per il gioco del Padel del Trasimeno.
“Si tratta di una variante più avvincente del tennis – spiega Matteo Gori che insieme a Paolo Poggioni per conto di Magione Padel Club ha investito sul progetto, affiancandosi ad Alvaro Rugelli, presidente Asd Magione già titolare della convenzione con il Comune di Magione per la gestione dei campi da tennis. Il padel si gioca con racchette che sono un incrocio fra i racchettoni e le racchette da beach tennis in un campo chiuso, all’inizio, da mura che consentono alla pallina di rimbalzare. Un gioco nato in Messico nel 1969 e che in pochi decenni, in Italia è arrivato agli inizi degli anni Novanta, ha letteralmente spopolato perché le persone si divertono tantissimo ed è veramente accessibile a tutti non richiedendo quelle abilità tecniche che sono prerogative del tennis”.

Il nuovo campo è stato realizzato nella zona della cittadella sportiva del capoluogo in particolare nell’area dove sono i campi da tennis.

“La società sportiva che li gestisce – spiega ancora Gori – di cui Rugelli è presidente ha, tra i vari compiti previsti dalla convenzione con il Comune di Magione, quello del miglioramento della struttura. Da qui l’idea di ampliare l’offerta con una disciplina sportiva che potesse consentire a più gente possibile di accedervi. Un’idea che si è dimostrata vincente visto che dal momento in cui abbiamo iniziato ad aprire le prenotazioni abbiamo avuto una grande risposta sia dal nostro territorio sia dal perugino che dalla vicina Toscana anche perché in questo momento in cui non è possibile praticare sport di gruppo il padel consente di poter fare attività fisica in un contesto sicuro dal punto di vista sanitario”.
“Quello che crea grande suggestione – prosegue – è anche il fatto che si tratta di un campo super panoramico, costruito con gli standard di quelli professionistici, in cui le pareti laterali sono realizzate con materiale trasparente dando una visuale perfetta all’esterno mentre il tappeto è testurizzato quindi di alta qualità. Tra i nostri obiettivi c’è quello di crearne un altro a breve ma intanto miglioreremo il verde intorno e aspettiamo che passi questo momento di emergenza per poter fare l’inaugurazione ufficiale insieme all’amministrazione pubblica, in particolare gli assessori Massimo Ollieri, lavori pubblici, e Massimo Lagetti, vicesindaco con delega allo sport che, per quello che gli compete ci hanno appoggiato in questo progetto e il responsabile dell’area lavori pubblici, ingegnere Maurizio Fazi”.

“L’iniziativa privata – commentano i due assessori – riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo di un territorio. In questo caso non solo dei privati hanno apportato un’importante miglioria a una struttura sportiva ma sono riusciti a incentivarne l’uso grazie ad un’idea innovativa”.

I campi possono essere prenotati online tramite l’app SportClubby è inoltre possibile prendere lezioni e affittare o acquistare nel piccolo corner shop interno alla struttura il materiale sportivo.

mercoledì 30 dicembre 2020

TRASIMENO, AURI AUTORIZZA INTERVENTI PER OLTRE VENTI MILIONI DI EURO SU FOGNE, DEPURAZIONI E ACQUEDOTTI


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Il sindaco di Magione Chiodini: "Scommessa sul lago, serve impegno di tutti per coperture economiche"


Depurazione d'avanguardia; estensione delle reti fognarie; rafforzamento del sistema con il duplice allaccio acquedottistico alle dighe di Montedoglio e Valfabbrica. Il Trasimeno si ricava un ruolo da protagonista all'interno della programmazione degli interventi d'ambito, approvata nelle scorse settimane dall'assemblea dei sindaci dell'Autorità umbra per i rifiuti e l'idrico (Auri). L'Authority – di cui il sindaco di Magione Chiodini è vicepresidente – ha validato un programma di opere, definite con la concessionaria Umbra Acque, per oltre 14 milioni di euro entro il 2023, con copertura economica già individuata, e per quasi 24 milioni di euro nel quadriennio immediatamente successivo ancora da finanziare. Tra queste anche l'innovativa interconnessione acquedottistica dei comuni del comprensorio con l'invaso di Valfabbrica sul Chiascio e con quello di Montedoglio, attualmente utilizzata solo per l'irrigazione.

"Parte degli interventi – sottolinea Giacomo Chiodini – sono già ora finanziati, mentre per realizzare l’acquedotto a duplice approvvigionamento, da Montedoglio e da Valfabbrica, servirà l’impegno di tutti. Si tratta di una pianificazione a medio periodo che esalta il ruolo ambientale, demografico e economico del lago affidandolo ad un pacchetto di investimenti, orientati su scelte di efficienza e sostenibilità, anche per prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici. In particolare – spiega Chiodini – va evidenziato il valore, se vogliamo storico, dell'allaccio idraulico alla diga di Valfabbrica. Un elemento di assoluta novità riguardante per ora esclusivamente le esigenze di acqua potabile. Ma nel tempo, questa progettazione, potrebbe fungere da apripista verso un vero e proprio innesto utile ad ampliare il bacino idraulico del lago per attenuare le periodiche variazioni di livello del Trasimeno. La concessionaria del servizio Umbra Acque – conclude il sindaco – ha dimostrato una notevole capacità programmatoria. Un lavoro per il quale vanno ringraziati i tecnici della società, nonché i consigli di amministrazione dell'azienda, sia il vecchio che il nuovo, e in particolare l'amministratrice delegata Tiziana Buonfiglio presente in entrambi i mandati".
La diga di Montedoglio e il nuovo potabilizzatore di Tuoro Tra gli interventi di rilievo si segnala il nuovo potabilizzatore – attualmente in corso di realizzazione – a Borghetto di Tuoro che permetterà il trattamento dell'acqua in arrivo dall'invaso di Montedoglio per convogliarla sul sistema acquedottistico di Tuoro e Passignano. Un meccanismo che garantirà fin da subito una portata di 50 litri al secondo in grado di mettere in sicurezza queste realtà dai rischi derivanti dai periodi siccitosi e da possibili disservizi. L’intervento, che finirà entro il 2022, è finanziato con fondi del Ministero dell’ambiente in base all’accordo di programma sottoscritto con Regione Umbria ed Auri. Il nuovo potabilizzatore è anche il punto di partenza per un progetto a più lungo termine, per il quale sono stati richiesti finanziamenti pubblici sia dal Piano nazionale degli interventi del settore idrico sia dal Recovery Fund. Si tratta dell’interconnessione del sistema di Montedoglio con gli altri comuni circumlacuali, realizzando il raddoppio del nuovo potabilizzatore di Tuoro e nuovi rami di acquedotto. L’ammontare complessivo dell’opera sarà di circa 23 milioni di euro. Al termine dell’intervento tutti i comuni avranno la possibilità di essere riforniti sia dal sistema Perugino-Trasimeno sia dal sistema di Montedoglio.

Valfabbrica e l'interconnessione con la rete acquedottistica del Trasimeno Un'altra opera strategica, per la quale sono stati richiesti finanziamenti pubblici dalla sezione invasi del Piano nazionale, è la rete di interconnessione acquedottistica tra la diga sul Chiascio e i principali sistemi idrici regionali, tra cui proprio il sistema Perugino-Trasimeno. Un lavoro in grado di offrire maggior disponibilità di risorse idriche nei periodi di carenza, fino a sostituire gradualmente le attuali captazioni idropotabili.

Anello di collettamento del lago, completamento interventi fognari e di depurazione Si tratta dell’ultimazione, con diversi interventi, dell'anello di collettamento del lago per mezzo dell'accorpamento di tutta la depurazione dell'area per un totale di 4 milioni di euro, finanziati tramite l'accordo integrativo per la tutela del Trasimeno sottoscritto tra il Ministero dell'Ambiente, Regione Umbria e Auri. È la naturale prosecuzione di una strategia già avviata negli ultimi anni con ulteriori collettori fognari e l'efficientamento del depuratore di Passignano mediante la realizzazione di vasche di equalizzazione. L'obiettivo è garantire una maggior tutela della risorsa idrica del bacino, eliminando gli scarichi privati e i sistemi di trattamento al momento non adeguati. La conclusione di queste opere è prevista entro il 2024.

Altri interventi di estensione delle reti esistenti Il nuovo Piano prevede la realizzazione di circa 7 milioni di euro di lavori sui territori circumlacuali. Alcuni, ereditati dalla precedente pianificazione 2016-2019 sono in corso di esecuzione, mentre altri sono stati inseriti per esigenze gestionali e normative recenti. Nel comparto idrico sono previsti estensioni delle reti per raggiungere zone non servite e per il potenziamento di quelle esistenti, anche rimpiazzando tratti vetusti o ammalorati. È inoltre pianificata la sostituzione massiva dei contatori delle singole utenze.

Per gli acquedotti si segnalano il potenziamento della distribuzione di Po’ Bandino a partire dal serbatoio Moiano nel comune di Città della Pieve e le estensioni in località Sanguineto nel comune di Tuoro sul Trasimeno.

Nel comparto fognario – oltre al completamento di opere del precedente Piano – gli investimenti inseriti interessano anche criticità degli agglomerati con potenzialità inferiore ai 2mila abitanti equivalenti, tra cui i collettamenti dei versanti di Agello (Vignaia, Vallupina, Montebuono e Mugnano) e il completamento della condotte in località Villa a Magione; di Castiglion Fosco, Oro, Vincenze e Ginestreto a Piegaro; di Maranzano e Moiano a Città della Pieve; di via Piana, via dei Tulipani e Lacaioli, nonché la messa in esercizio del sistema fognario del lago di Chiusi a Castiglione del Lago.

Per la depurazione: il completamento degli impianti di Tavernelle a Panicale e di Montesperello a Magione; l’adeguamento alla "direttiva scarichi" con collettamento dei reflui alla fognatura di Olmini degli impianti di Paciano; l’ampliamento e adeguamento dell’impianto di Moiano per il convogliamento delle reti degli agglomerati di Maranzano e Canale; il revamping della laguna aerata di Ripavecchia e l’adeguamento di quella di Po’ Bandino a Città della Pieve.

lunedì 28 dicembre 2020

NIENTE FESTA PER I 30 ANNI DALLA FONDAZIONE MA CIRCA 3MILA I SERVIZI ATTIVATI

Governatore Fabrizio Alunni “passeremo anche questo momento difficile e allora festeggeremo tutti insieme. Ora ci vuole la massima attenzione”


Non ci sono stati festeggiamenti per i 30 anni dalla fondazione della Confraternita di Misericordia di Magione ma l’attività di tutti confratelli si è fatta ancora più intensa in questo periodo di emergenza sanitaria come spiega il no eletto governatore Fabrizio Alunni.
“In occasione della nostra tradizionale festa del 6 gennaio dello sorso anno – fa sapere il Governatore – avevamo festeggiata in forma ridotta il trentennale della nostra fondazione sperando in una grande festa l’11 di luglio, la Confraternita venne formalmente istituita l’11 luglio del 1990. Purtroppo l’emergenza sanitaria non l’ha permesso ma la nostra attività in favore della cittadinanza non si è mai interrotta anzi è ulteriormente aumentata proprio in conseguenza del difficile momento che stiamo vivendo. Il Covid-19 continua a penalizzarci anche se speriamo che sia arrivato al suo colpo di coda ma, purtroppo, visto il permanere dell’emergenza sanitaria, abbiamo dovuto annullare anche la festa del 6 gennaio 2021”.
Per quello che riguarda le attività effettuate con l’impiego di circa 5mila volontari sono stati svolti 2575 servizi tra cui 209 le consegne a casa di alimenti, 244 per la consegna di farmaci sempre presso le abitazioni, 155 i triage all’ospedale di Castiglione del lago e 140 alla centrale Enel di Pietrafitta, 123 i trasferimenti per dialisi tra cui anche quelli di sospetti positivi.

“Quello che posso assicurare – aggiunge Fabrizio Alunni – è che all’uscita da questo tunnel festeggeremo insieme alla comunità di Magione i 30 anni di attività, le croci al merito della carità già assegnate ai volontari della Misericordia che hanno prestato servizio per 30 anni consecutivi ma, soprattutto, la sconfitta del Covid-19. Un ringraziamento va i volontari ed i responsabili dei servizi che in questo periodo buio si sono e si stanno adoperando tutti i giorni percorrendo km su km nei nostri mezzi per portare aiuto a chi ne ha particolarmente bisogno”.

LE 100 CANDELINE DI GISELLA DOLCIAMI DI SAN SAVINO

La figlia Rosella: “mia madre, una grande lavoratrice amata e apprezzata da tutta la comunità dove è nata”


Non potrà essere presente a festeggiare il traguardo delle 100 candeline, la comunità di San Savino di Magione, dove Gisella Dolciami è nata il 26 dicembre del 1920; sicuramente però tutti saranno vicini con il cuore alla gentile signora che da giovane ha cucito tanti abiti da sposa per le ragazze del paese, oltre che avviarle a questo mestiere.
“Per motivi legati alla salute – fa sapere la figlia Rosella – abbiamo dovuto portare la mamma a Perugia dove io risiedo, ma durante l’estate quando tornavamo nella casa di famiglia a San Savino, in occasione della festa del paese, era veramente bello sentire l’affetto che la circondava. Infatti tutti la salutavano ricordando i tempi della giovinezza, come quando, ad esempio, aveva aperto una piccola scuola di cucito e realizzava anche gli abiti per quello che era il giorno più importante: quello del matrimonio. Certo, non gli abiti da sposa in voga oggi, ma eleganti tailleur e tubini con il cappottino sopra. Insomma, quello che ci si poteva permettere di elegante a quei tempi".
Essendo la nipote del parroco di San Savino Don Carmelo Barboni, si è occupata sia della canonica che della chiesa parrocchiale fino a metà degli anni ’60. Il primo maggio del 1944, mentre nei nostri territori i tedeschi andavano in ritirata, Gisella ha coronato il suo sogno d’amore con Giovanni Acquastrini, molto conosciuto nella comunità magionese per la sua attività di meccanico e venditore di biciclette e, dopo la guerra, di lambrette e macchine Innocenti.

“il loro viaggio di nozze – ricorda con affetto la figlia – fu una passeggiata a San Fortunato della Collina su un calesse trainato da un cavallo. Quello che posso dire con certezza è che mia madre è stata una grande lavoratrice, infatti anche quando si diffusero gli abiti confezionati e diminuì il lavoro da sarta, non si perse d’animo e si mise ad aiutare la sorella che aveva un ristorante. Nonostante abbia sempre lavorato tanto non ha mai trascurato gli affetti familiari: da bambina ha aiutato a crescere il fratello più piccolo Dante ed è stata una figura molto presente per le due adorate nipoti Gloria e Paola tuttora molto affezionate a lei.

Con me è stata una madre energica e volitiva: avrebbe voluto che io studiassi ragioneria, ma il professore di Francese Giovanni Moretti, amico di mio padre, li convinse ad iscrivermi all’istituto di Lingue e corrispondente in lingue estere. Qualche anno dopo, per renderla felice, presi anche il diploma in ragioneria frequentando, già sposata, una scuola serale”.

Gisella ha guidato con amore la sua famiglia e riempito di attenzioni e affetto tutti i suoi parenti che oggi la festeggiano con altrettanto affetto e gratitudine

APRE IN CENTRO LA CUCINERIA DEL FRONTONE CHE RACCONTA LA STORIA DI UNA FAMIGLIA

Giada Milanesi: “qui c’è il nostro passato e mi auguro che ci possa essere il mio futuro” 

Storia di famiglia del paese e buona cucina. Questi i tre ingredienti della nuova attività, La cucineria del frontone, aperta dalla giovanissima Giada Milanesi in via Garibaldi, una delle vie storiche di Magione. 

“Riaprire questo locale da tempo chiuso è stata per me una grande emozione. Qui nasce la storia dell’attività artigianale della mia famiglia e io mi sento, anche se in un altro settore, di proseguire in quella strada di amore per il lavoro artigianale”. “Nel 1947 – racconta – il mio bisnonno Giovanni Riganelli acquistò tutto il fabbricato. Sopra c’era l’abitazione e sotto ci aprì la bottega di fabbro un’arte che poi trasferì ai figli Mario e Giuseppe, mio nonno. Il desiderio di mio nonno era che questo locale restasse in famiglia e così è stato. Poi, visto anche il periodo di difficoltà a trovare lavoro e la mia passione per la cucina che coltivo fin da piccolissima ho pensato di tentare questa strada. Un percorso in cui ho trovato importanti aiuti fin dalla ricerca del nome che devo a mio zio, lo storico Giovanni Riganelli. Sopra l’arco della porta c’è una data 1635 che fa riferimento, probabilmente, alla data della prima edificazione dell’edificio. Molte delle abitazioni oggi esistenti lungo via Garibaldi non erano ancora state edificate e qui veniva chiamato Il frontone, da qui il nome dato all’attività”.
Ma non solo il nome del negozio riporta al passato. Come spiega ancora Giada anche alcuni dei cibi che verranno cucinati saranno accompagnati dalla loro storia.

“Molti dei miei piatti – spiega – primi fra tutti i nostri cappelletti e il torciglione tipici di questo periodo natalizio, saranno accompagnati dalla loro storia perché uno dei compiti che mi sono prefissata è proprio quello di andare alla ricerca di pietanze della tradizione che magari non sono più proposti e accompagnarli con piccole note sul loro passato. Ogni alimento racconta qualcosa, ma alcuni hanno quel “sapore di una volta” che mi piacerebbe restituire a chi entrerà qui dentro”.

Non solo buona cucina di una volta e ricerca storica ma anche grande attenzione alle decorazioni.

“Questo – spiega sorridendo – lo devo a mia madre Giuseppina che ha delle mani d’oro sotto questo aspetto. Da sempre fa degli splendidi lavori di artigianato e oggi un po’ di quella bravura la sta impiegando per realizzare i cesti natalizi. Qui, insomma, cerchiamo di fondere insieme la storia della nostra famiglia del paese e della cucina e tanto artigianato sia nei piatti che in altri aspetti. Sono molto orgogliosa di aver riaperto questo spazio. Qui c’è il nostro passato e mi auguro che ci possa essere il mio futuro”.

All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco Giacomo Chiodini e l’assessore alle attività produttive Silvia Burzigotti. (nella foto)

lunedì 21 dicembre 2020

BUONI SPESA. SONO 205 LE FAMIGLIE CHE AD OGGI HANNO PRESENTATO DOMANDA

La consegna in giorni e orari stabiliti negli uffici dei servizi sociali di via Dante Alighieri

“Gli uffici cercheranno di distribuire i buoni spesa prima delle vacanze di Natale affinché le famiglie in difficoltà possano almeno contare su questo aiuto in un momento così difficile” afferma Eleonora Maghini, assessore alle politiche sociali del comune di Magione impegnata con il personale dell’ufficio competente ad avviarne la consegna.

“Come già avvenuto nella prima fase dell’emergenza sanitaria da Covid19 – spiega l’assessore – il nuovo decreto del Consiglio dei Ministri, il cosiddetto Ristoro ter, ha destinato ai Comuni nuovi fondi per dare sostegno alle famiglie in difficoltà tramite un sistema di buoni da spendere per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità. Al Comune di Magione sono stati assegnati 96mila euro”.
“In poco più di una settimana – prosegue – il personale è riuscito a istruire tutte le 205 domande pervenute valutando quelle corrispondenti ai requisiti necessari per accedere ai buoni da spendere nei negozi di alimentari che hanno aderito all’iniziativa e escludendo quelle non ammissibili. Questi ultimi hanno ricevuto la comunicazione, i beneficiari potranno invece recarsi nei giorni stabiliti negli uffici dei servizi sociali per ritirarli. I buoni potranno avere un valore da un minimo di 160 a un massimo di 500 euro a seconda del nucleo familiare”.
“Abbiamo cercato di accelerare al massimo i tempi – conclude l’assessore Maghini – per poterli consegnare prima di Natale e di questo ringrazio tutto il personale coinvolto ritenendo che sia un importante ristoro per le molte persone che, in questo momento, non solo non stanno lavorando, ma, sempre più spesso, stanno ultimando gli ultimi risparmi per far fronte alle necessità più urgenti”.

I buoni spesa verranno consegnati nel rispetto delle normative nei seguenti giorni: martedì dalle 8.30 alle 14; mercoledì dalle 8.30 alle 14 e dalle 15 alle 18; giovedì dalle 8.30 alle 12.

Il bando per accedere al contributo verrà chiuso ad esaurimento dei fondo.

ERIC ORSINI PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO DI POESIE IN DIALETTO ‘L VERZATOJO

Eric Orsini
Incontro online sulla pagina fb Magione cultura martedì 22 dicembre, ore 21

Sarà presentato online martedì 22 dicembre, ore 21, sulla pagina Fb Magione cultura l’ultimo libro di poesie in dialetto di Eric Orsini ‘l verzatojo raccolta in cui trova spazio, attraverso la suddivisione in cinque sezioni del libro, la lettura ironica, scanzonata e arguta di personaggi storie visioni personali del mondo che lo circonda. Una lettura che l’uso del dialetto, accompagnato da illustrazioni, rafforza nella sua unicità.
Ne parleranno con l’autore l’illustratore Giulio Sportoletti, Gianluca Galli, Morlacchi editore e Vanni Ruggeri, assessore alla cultura del comune di Magione. Coordina Luigina Miccio, giornalista. Ospite dell’incontro l’attore Leandro Corbucci.

“Questo libro – spiega Eric Orsini – come sottintende anche il titolo, che in italiano potremmo tradurre con lavandino, vuole essere un punto in cui confluiscono, filtrate e ripulite, le tante esperienze di vita, passata e presente, che acquistano una coerenza nella suddivisione tematica, in cui ogni sezione raccoglie poesie relative a un determinato argomento. Un passaggio che sentivo necessario dopo la pubblicazione della prima raccolta nata da un progetto del Cral dell’azienda Cancelloni dove le poesie sono state inserite senza ‘n verzo come sottolineato, anche lì, dal titolo e, inoltre, tutte già pubblicate su Facebook mentre queste sono quasi totalmente inedite”.
“Per quello che riguarda l’uso del dialetto – prosegue l’autore – credo di dover sottolineare due aspetti. Il primo sicuramente è il legame alla mia terra e alla mia cultura. Il dialetto è come parlo, come mi esprimo meglio. Il secondo è il lavoro di rielaborazione in cui unisco il dialetto “classico” con parole e costruzioni della frase che lo rendono più comprensibile e contemporaneo perché tutte le lingue sono cose vive e inglobano parole del linguaggio contemporaneo per cui nelle mie poesie si possono trovare termini, ad esempio, legati all’uso dei social ovviamente inesistenti nel passato. Una pubblicazione che ho voluto realizzata su carta per dare consistenza a un periodo in cui tutto è effimero vista la grande preponderanza dei social nella nostra vita”.
“Come si avrà modo di apprezzare, anche solo scorrendo rapidamente le pagine – commenta Vanni Ruggeri, - non si tratta affatto di inezie, bagattelle, cose da poco, secondo le definizioni che l’autore utilizza disinvoltamente nel parlarne: una volta cessato il gorgoglio e tacitato ogni rumore di fondo, ciò che emerge con forza al setaccio del verzatojo − dove la più varia umanità sembra febbrilmente accalcarsi per grattar via un pezzo di sé, in una sorta di pozzo dei desideri alla rovescia − è un senso autentico di comunità, è una personalissima idea di mondo che rivela inopinatamente tutta la propria esemplarità, è la capacità di evocare, con la precisione e la visceralità propria del dialetto, un travaglio emotivo che diventa vigile compartecipazione al prossimo, una materia sensibile e pulsante, dove trova posto anche una natura in grado di suscitare ancora stupefazione e incantamento”.