martedì 8 febbraio 2022
GIORNO DEL RICORDO. GLI APPUNTAMENTI DEL COMUNE DI MAGIONE
Presentazione di libri e testimonianze per ricordare le vittime dei massacri delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata. Venerdì 10 presentazione del libro che racconta la storia di Egea Haffnerm, la bambina simbolo della tragedia dell’esodo
Presentazioni di libri, testimonianze e incontri con storici tra le iniziative organizzate dall’assessorato alla cultura del Comune di Magione per il Giorno del ricordo istituito per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata.
Gli incontri, tutti online, saranno trasmessi in diretta, sulle pagine Facebook Magione cultura e Libri parlanti e sul canale You Tube Magione live.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Comunicareleditoria, libreria Libri parlanti di Castiglione del lago e la casa editrice Piemme.
Primo appuntamento venerdì 10 febbraio, ore 21, con la presentazione del libro per ragazzi “La bambina con la valigia”, Piemme edizioni, di Egea Haffner e Gigliola Alvisi. Il libro è la narrazione della testimonianza di Egea Haffner, la bambina simbolo della tragedia dell’esodo istriano-dalmata.
Il racconto tiene accesa la memoria su quanto accaduto. Egea sarà costretta a lasciare la sua terra dopo che il padre scomparirà in una di quelle voragini carsiche che sono diventate il simbolo di quella tragedia: le foibe.
Venerdì 18, ore 17.30, conversazione sul libro “La foiba grande” di Carlo Sgorlon, Mondadori editore. Luigina Miccio, Comunicareleditoria ne parlerà con lo scrittore Gianni Agostinelli
Attraverso le vicende dello scultore Benedetto Polo, emigrato da giovane dall'Istria in America. Benedetto ritorna poco prima dello scoppio del conflitto al suo paese, Umizza, dove si trova la foiba più grande di cui non è possibile misurare il fondo. Attraverso le sue vicende viene narrato un dramma umano e familiare in cui l'odio cancella l'amicizia, la paura annulla la fiducia.
«Il romanzo di Carlo Sgorlon – ha scritto al riguardo il giornalista e scrittore Gianni Oliva che ha firmato la postfazione all’ultima edizione –, in cui si mescolano invenzione e storia, è uno dei tasselli che hanno permesso di ridefinire la nostra memoria nazionale e sottrarre al silenzio la tragedia che alla fine della Seconda guerra mondiale si abbatte sugli italiani della Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia».
Martedì 22 febbraio, ore 17.30, incontro su "Storia di una Linea Bianca. Gorizia città di frontiera" con lo storico Alessandro Cattunar, presidente dell’associazione Quarantasettezeroquattro con cui sta sviluppando numerosi progetti di produzione ricerca e formazione focalizzati sulla storia del Novecento nell’area di confine tra Italia e Slovenia. Direttore generale del Festival internazionale della multimedialità urbana In\visible cities è curatore e responsabile dei progetti “Archivio della memoria dell’area di confine” e “Topografie della memoria. Museo diffuso dell’area di confine”.
MARIO DE SIMONE, FRATELLO DI UNO DEI BAMBINI DI BULLENHUSER DAMM, CHIUDE GLI INCONTRI PER IL GIORNO DELLA MEMORIA
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| Sergio de Simone con le cugine |
"Per me non esiste alcuna differenza tra ebrei e cavie.” Così affermò il medico delle SS Dr. Kurt Heißmeyer, che si era servito di bambini come cavie per i suoi esperimenti medici, durante l’interrogatorio nel 1964.
Uno dei bambini deceduti a seguito degli esperimenti medici effettuati nella scuola di Bullenhuser Damm, campo esterno del campo di concentramento di Neuengamme ad Amburgo, è Sergio de Simone che, all’epoca, aveva otto anni.
Con Mario del Simone, insieme con lo storico Marco Caviglia della Fondazione Museo della Shaoh di Roma, venerdì 10 febbraio nell’incontro online, verrà ripercorsa la storia di come i familiari riuscirono, solo nel 1983, a conoscere la drammatica vicenda in cui perse la vita il fratello Sergio.
L’incontro verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook Magione cultura e sul canale You Tube Magione live venerdì 10 febbraio, ore 17.30, nell’ambito delle iniziative promosse dall’assessorato alla cultura del Comune di Magione per il Giorno della memoria sul tema “Dopo Auschwitz. Storia, scrittura e memoria.”
STORIA DI SERGIO DE SIMONE
Sergio De Simone è nato il 29/11/1937. Ha vissuto con i suoi genitori a Napoli. Il papà, Edoardo De Simone, era ufficiale di marina, era cattolico. La mamma, Gisella, nata Perlow, era ebrea. Edoardo De Simone fu mandato ai lavori forzati a Dortmund. Nell’estate del 1943 Gisella e Sergio De Simone si sono recati a Fiume dai parenti, visto che in seguito ai bombardamenti degli Alleati la situazione a Napoli sembrava piuttosto incerta.
Il 21 marzo 1944 Sergio che aveva sei anni, la mamma e altri sette familiari comprese le cugine Alessandra e Tatiana sono stati arrestati a Fiume e portati nella Risiera di San Sabba a
Trieste. Il 4 aprile 1944 sono stati deportati nel campo di concentramento di Auschwitz. Sergio fu trasferito nel campo di concentramento di Neuengamme per essere sottoposto agli esperimenti medici. Il 20 aprile 1945 è stato assassinato nella scuola di Bullenhuser Damm. Nella primavera del 1945 la mamma Gisella De Simone fu mandata nel campo di concentramento di Ravensbrück, dove venne liberata. Era gravemente ammalata. Arrivò in Italia appena nel mese di novembre del 1945 e si ricongiunse al marito. I genitori hanno cercato il piccolo Sergio. Verso la fine degli anni quaranta sono riusciti a sapere che Sergio era stato portato da Auschwitz in un altro campo di concentramento. Edoardo De Simone è deceduto nel 1964 senza sapere cosa fosse successo al figlio. Nel 1983 Gisella De Simone ha appreso la notizia della tragedia di Bullenhuser Damm ed è stata presente alla cerimonia commemorativa del 20 aprile 1984 ad Amburgo. Non voleva credere che Sergio fosse morto ed ha sperato fino alla sua morte che egli fosse ancora vivo.
LA STORIA DEI BAMBINI DI BULLENHUSER DAMM
http://www.kinder-vom-bullenhuser-damm.de/_italiano/la_storia.php
giovedì 3 febbraio 2022
PRESENTAZIONE DELLO SPETTACOLO TEATRALE "AVRAI VENT'ANNI TUTTA LA VITA": INIZIA LA TURNÉE IN UMBRIA
Oltre all'autore del testo, erano presenti l'intero cast: Daphne Morelli, Thomas Trabacchi e Francesco Bolo Rossini che cura anche la regia. Hanno partecipato inoltre l’assessore comunale alla Cultura Vanni Ruggeri che ha portato il saluto dell'amministrazione comunale che ha ospitato le prove generali della messinscena e il direttore artistico del teatro Gianfranco Zampetti. La rappresentazione teatrale è prodotta dalla testata on line Vivoumbria.it .
"Festeggiamo i nostri tre anni di attività - ha detto il direttore della testata Riccardo Regi - come meglio non potevamo dal momento che siamo nati proprio per parlare, incentivare, promuovere e produrre cultura nella nostra regione. Ringraziamo la Regione Umbria, in particolare l'assessore regionale Paola Agabiti, perché sono stati essenziale i fondi messi a bando per la cultura lo scorso anno e ai quali abbiamo avuto accesso per poter produrre questo spettacolo teatrale".Il cast è composto da Daphne Morelli, Thomas Trabacchi e Francesco Bolo Rossini che è anche regista dello spettacolo che si avvale anche della prestigiosa voce narrante di Fabrizio Gifuni. Samuele Chiovoloni ha collaborato alla drammaturgia e regia. Sound design: Nicola Frattegiani. Video: Dromo Studio. Costumi: Augustina Castellani. Service luci e suono: Giombolini & Cerquiglini.
LO SPETTACOLO
Avrai vent’anni tutta la vita è uno spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Mariuccini. Mediante il racconto della storia di Luigino Reattino (personaggio di fantasia su fatti realmente accaduti), riemergono i tratti della nebulosa vicenda della fine delle Brigate rosse a seguito del rapimento e della liberazione del generale Dozier.
È il tentativo di riconciliare la verità dei fatti accaduti con la verità giudiziaria coinvolgendo lo spettatore in un interrogatorio drammatico e incalzante in cui Luigino, il capro espiatorio per eccellenza, arrestato e tenuto vent’anni in attesa di giudizio con la falsa accusa di essere il grande vecchio del terrorismo italiano, risponderà alle domande avendo il coraggio di farne altrettante in una arringa che è più di una difesa di ufficio. Un atto di accusa su ciò che in quegli anni è davvero successo e quanto non è accaduto; sui perché di errori e depistaggi, sulle trame internazionali che hanno stretto il paese in una morsa invisibile di pressioni, sospetti e segreti.
Dietro la matrice ideologica degli attentati la malcelata ma mai scoperta volontà di archiviare il conflitto politico e sindacale degli anni 70 che culminerà, proprio dai primi mesi del 1982 in quella che fu chiamata “la rimonta” dello Stato contro il terrorismo, concomitante con una potente accelerazione dei motori del benessere, con il debito pubblico salito alle stelle che apre, nel paese, l’era delle televisioni, del colore, dell’effimero. Fra le tante verità in campo, che si combattono tra loro con lo scopo di auto annullarsi, lo spettacolo, più ancora del libro ne fa emergere una più inquietante delle altre: la verità rivelata.
La drammatica questione delle torture di stato, “inutili” secondo gli stessi autori ma che rappresentano una macchia indelebile sulla memoria del nostro paese, pur raccontate in pubbliche interviste da testimoni oculari sono scivolate come se niente sia mai accaduto. La scelta del teatro come atto di denuncia, laddove le televisioni non hanno funzionato. I tempi umani della rappresentazione e della riflessione inducono lo spettatore ad andare oltre l’informazione per entrare, insieme ai personaggi, nello spazio dimenticato della coscienza critica.
IL CALENDARIO
La prima nazionale di “Avrai vent'anni tutta la vita” è in programma allo Spazio Oberdan LaMama di Spoleto sabato 5 febbraio alle ore 21 e in replica il giorno successivo, domenica 6 febbraio, nello stesso luogo alle ore 17.30. Poi sarà in tournée in molti teatri dell'Umbria fino al 25 febbraio. Ecco il calendario:
10 febbraio a Todi, Nido dell'aquila
12 febbraio Assisi, Piccolo teatro degli Instabili
15 e 16 febbraio Perugia, Teatro Zenith
19 febbraio Umbertide, Teatro dei Riuniti
24 febbraio Marsciano, Teatro Concordia
25 febbraio Bastia Umbra, Teatro Esperia
Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito, l'accesso a teatro è regolamentato dalla norme vigenti in materia anti Covid.
ULTIMI APPUNTAMENTI PER IL GIORNO DELLA MEMORIA. IL RINGRAZIAMENTO DEGLI STUDENTI AL REGISTA GIULIO BASE
Ultimi appuntamenti per il programma organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Magione in occasione della Giornata della memoria sul tema “Dopo Aushwitz. Storia scrittura e memoria.”
Ringraziamenti da parte degli studenti e delle studentesse dell’Istituto Omnicomprensivo di Magione al regista Giulio Base dopo la visione del film “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma.”
Gli appuntamenti in programma proseguono in modalità online sulla pagina Facebook Magione cultura il 4 febbraio, ore 17.30, con una conversazione sul libro di Hugo Bettauer “La città senza ebrei. Un romanzo di dopodomani”, Chiarelettere editore, tra Luigina Miccio, Comunicareleditoria, e Lucia Annunziata, docente del Liceo scientifico di Città della Pieve. Pubblicata nel 1922 l’opera è vista come testo premonitore di quello che sarebbe accaduto solo pochi anni dopo con l’emanazione delle leggi razziali contro gli ebrei e la loro deportazione nei campi di concentramento.
Il 10 febbraio, alle ore 17.30 per “Archivi e memoria” ultimo appuntamento con un intervento di Marco Caviglia della Fondazione Museo della Shoah di Roma su “La Shoah e il lento ritorno alla vita.”
Tra gli appuntamenti già realizzati la visione del film di Giulio Base “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma” ha suscitato un notevole interesse da parte degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo. Il regista, non presente all’incontro perché all’estero per lavoro, aveva inviato un video in cui metteva in evidenza l’importanza dell’arte per superare l’orrore di alcuni eventi della storia come sottolineato nel film. A nome di tutto l’istituto la classe terza B ha voluto ringraziare Giulio Base inviandogli disegni e un video realizzati dopo la visione del film.
“Le testimonianze dei sopravvissuti alla Shoàh – hanno scritto – sono così forti ed emozionanti che risultano difficili da ascoltare senza provare orrore e pietà. Ricordare è fondamentale perché quanto accaduto non si ripeta più ma è giusto farlo solo il 27 Gennaio? Il giorno della memoria ricordiamo e il 28 gennaio abbiamo già dimenticato.
Studiamo la Storia e poi ripetiamo gli stessi errori. Razzismo, omofobia, discriminazioni fanno ancora parte del nostro presente e vanno combattuti ogni giorno. Conoscere e comprendere è fondamentale, testimoniare quanto è stato e coltivare la tolleranza e l’accettazione di ogni diversità come fonte inesauribile di democrazia e libertà è un dovere. Grazie per aver mostrato nel film come noi giovani possiamo fare la differenza nel coltivare il ricordo e restituire dignità alla storia di tutte quelle persone private della loro umanità. Siamo fieri di accettare questo testimone e di spingerlo in avanti con speranza e responsabilità."
VIDEO RAGAZZI
mercoledì 2 febbraio 2022
AL TEATRO MENGONI ANTEPRIMA DELLO SPETTACOLO "AVRAI VENT'ANNI TUTTA LA VITA"
martedì 1 febbraio 2022
DECEDUTO MARIO CALZONI GRANDE AMICO DEL PREMIO VITTORIA AGANOOR
Scompare uno degli amici più affezionati del Premio letterario Vittoria Aganoor Pompilj organizzato dal comune di Magione, il dottor Mario Calzoni. Il sindaco Giacomo Chiodini e persone che hanno lavorato con lui ne ricordano la figura di attento studioso e il suo forte legame con le figure di Vittoria Aganoor e Guido Pompilj alla cui vita ha dedicato numerosi studi.
“Mario Calzoni – afferma Francesco Girolmoni, responsabile della Biblioteca comunale di Magione – è stato sicuramente uno studioso appassionato, che per tanti anni si è dedicato alla ricerca e all'analisi scrupolosa dei documenti riguardanti Vittoria Aganoor e Guido Pompilj - fa Vincitore nel 1999 della prima edizione del Premio letterario Vittoria Aganoor Pompilj, ha poi partecipato ad un'altra edizione con la pubblicazione, ancora inedita, "Cara Giuseppina...Lettere di Vittoria Aganoor a Giuseppina Becherucci (1901-1909)". Un carteggio epistolare importante sui rapporti della poetessa con la suocera, con il marito Guido e il borgo lacustre di Monte del Lago. Molto interessante inoltre lo studio " Dal dibattito ottocentesco sul "Prosciugamento del Lago Trasimeno" alla costruzione dell'emissario "Pompilj". Ricordo con piacere le sue visite presso la Biblioteca comunale di Magione, i suoi racconti sulle sue ultime scoperte, che amava condividere. È stato un amico, una grande persona, e direi un magionese acquisito per la sua presenza costante alle iniziative promosse dal nostro Comune.”
Al cordoglio per la sua scomparsa si unisce il primo cittadino, Giacomo Chiodini che ricorda: “la sua passione per l'opera di Vittoria Aganoor e l'impegno profuso per la sistemazione della tomba della poetessa e del marito Guido Pompilj al cimitero monumentale di Perugia. Un intervento che non sarebbe stato realizzato senza la sua determinazione e il suo slancio da studioso di cose belle.”
| 1999 - Consegna della targa per vincita Premio Vittoria Aganoor |
“Una persona gentilissima e molto preparata – ricorda Luigina Miccio, coordinatrice del Premio – di cui, fino al sopraggiungere della malattia, ha seguito tutte le edizioni. Una figura che è veramente il simbolo dell’affetto verso questi due personaggi di cui è stato attento ricercatore.”
Tanti gli studiosi che attraverso i social hanno espresso apprezzamenti per la figura di studioso di Mario Calzoni esprimendo affetto al figlio Massimo e a tutti i familiari.
venerdì 28 gennaio 2022
GIORNO DELLA MEMORIA MAGIONE. ANNA FOA E LUCETTA SCARAFFIA OSPITI IL 29 SETTEMBRE
Proseguono gli appuntamenti con ricercatrici dell’Università di Verona e Francia, scrittori e studiosi della Fondazione Museo della Shoah di Roma. Venerdì 28 letture legate alla narrazione della Shoah ai più piccoli
Tutti gli incontri si terranno in modalità online, pagina Facebook Magione cultura, dalla Biblioteca comunale Vittoria Aganoor Pompilj.
Venerdì 28 gennaio, ore 17.30, Andreina Panico, per, La Shoah raccontata ai bambini, leggerà Storia di Vera di Gabriele Clima, San Paolo editore, e L'orsetto di Fred di Iris Argaman, Gallucci editore.
Le storiche e scrittrici Anna Foa e Lucetta Scaraffia saranno ospiti dell’incontro online sabato 29 gennaio, alle ore 17.30, per parlare del loro ultimo libro scritto a quattro mani “Anime nere. Due donne e due destini nella Roma nazista” pubblicato da Marsilio editore, in cui le due autrici ripercorrono le storie di Celeste Di Porto, romana ebrea accusata di collaborare con le SS, e Elena Hoehn, tedesca ritenuta spia dei nazisti, le cui vicende personali si intrecciano con la strage delle Fosse Ardeatine, con le deportazioni fino al movimento di Chiara Lubich.
Gli appuntamenti proseguono domenica 30, alle 17.30, con le ricercatrici Francesca Dainese, Università di Verona e Università di Parigi 3 e Elena Quaglia, Università di Verona e Università di Parigi-Nanterre, curatrici del volume pubblicato dalla Giuntina “Contourner le vide: écriture et judéité(s) après la Shoah”. Il volume nasce da un importante convegno tenutosi nel 2017 a Verona in cui veniva proprio affrontata la questione “della presenza delle scritture ebraiche nel vuoto lasciato dallo sterminio”. In particolare gli interventi si concentreranno Georges Perec, Patrick Modiano e Primo Levi.
Venerdì 4 febbraio, alle ore 17.30, per il tema Letteratura e Shoah, Luigina Miccio, Comunicareleditoria, dialoga con Lucia Annunziata, docente del Liceo scientifico Italo Calvino di Città della Pieve sul libro “La citta senza ebrei” di Hugo Bettauer, Chiarelettere editore.
Giovedì 10 ore 17.30 per “Archivi e memoria” intervento di Marco Caviglia della Fondazione Museo della Shoah di Roma su “La Shoah e il lento ritorno alla vita”
Hanno collaborato alla realizzazione del programma: Unitre Magione, la Compagnia teatrale magionese, il Circolo didattico di Magione, l’Istituto Omnicomprensivo Giuseppe Mazzini, il Circolo lettori ad alta voce, la Biblioteca comunale e Sistema Museo, la Fondazione Museo della Shoah di Roma.


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