venerdì 21 luglio 2017

MOSTRA "DONNE DI COLORE" TORRE DEI LAMBARDI MAGIONE

Alla Torre dei Lambardi sabato 22 luglio inaugurazione della mostra “Donne di colore”
L’arte internazionale al femminile in dialogo con la “Venere degli stracci” di Michelangelo Pistoletto
Una delle opere d'arte più famose del 900, realizzata dall’icona dell’Arte povera, prestata in via eccezionale per l’esposizione curata da Giorgio de Finis

MAGIONE – Si inaugura sabato 22 luglio, alle ore 17, nello spazio espositivo della Torre dei Lambardi, Magione, la mostra “Donne di colore” che vede la presenza di artiste donne di grande spessore internazionale. Tutte loro dialogheranno con una delle opere d'arte più famose del 900: la "Venere degli stracci" di Michelangelo Pistoletto, padre dell'arte povera e tra i più importanti artisti viventi del mondo.
La mostra, organizzata da Comune di Magione e Società operaia di mutuo soccorso (SOMS) di Magione, è curata da Giorgio de Finis, ideatore e curatore del MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz_città meticcia e della -1 art gallery della Casa dell'Architettura di Roma, Giorgio De Finis, con questa nuova mostra, porta negli spazi della Torre dei Lambardi di Magione 13 artiste coloratissime (di paesi e generazioni diverse)
«che hanno scelto – spiega – quella che numerosi studiosi hanno considerato una cifra storica della subalternità – il colore appunto – per farne lo strumento della propria battaglia artistica e culturale; tutte in dialogo con la celebre Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, icona dell’Arte Povera, che, come un manifesto, vede separati, ma anche riuniti, il definito e il confuso, l’astratto e il concreto, la forma e l’informe, il bianco e il caleidoscopio del multicolor».
Alla giornata inaugurale interverranno il sindaco Giacomo Chiodini; il presidente del consiglio comunale con delega alla cultura, Vanni Ruggeri; il presidente della SOMS Gianmarco Alunni Proietti; il curatore Giorgio De Finis.


L'esposizione rimarrà aperta  fino al 24 settembre 2017

NOTE DI APPROFONDIMENTO

Giorgio De Finis
Antropologo, filmmaker, artista e curatore indipendente, autore di libri e contributi scientifici, collabora da sempre con le pagine culturali di quotidiani e periodici. Ha fondato e diretto Il Mondo 3. Rivista di teoria delle scienze umane e sociali. Ha svolto ricerca e attività didattica presso numerosi atenei italiani e stranieri e dal 1991 al 1997 ha condotto ricerche etnografiche tra i Batak di Palawan. Da oltre dieci anni si occupa del fenomeno urbano. Per la televisione, in qualità di regista e autore, ha realizzato oltre quattrocento tra documentari e servizi. Tra gli altri, le serie tv I grandi maestri dell'architettura, Metropolis, Videoarchitetture, Atelier (Sky) e L'Era Urbana, il programma di Radio 3 e Rai Educational evento speciale alla Biennale di Venezia.
Con il suo film documentario Diari dalla megalopoli. Mumbai, ha vinto il «Premio Zevi per la Comunicazione dell'architettura». In collaborazione con il collettivo d'arte Stalker/ON ha realizzato diversi film documentari; è autore, con Fabrizio Boni, dei film documentari C'era una volta… Savorengo Ker, la Casa di Tutti, e Space Metropoliz, progetto che ha ricevuto numerosi riconoscimenti. I suoi video e le sue fotografie sono state presentate alla IX alla X e alla XI Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, al Museo Nazionale della Cina di Pechino, alla Triennale di Milano, alla Biennale di Atene, alla Biennale di Rotterdam, alla Biennale di Buenos Aires, alla Esposizione Universale di Shanghai 2010 e nell'ambito di FotoGrafia Festival internazionale di Roma (edizioni 2008, 2009 e 2011).
È ideatore e curatore del MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz_città meticcia e della -1 art gallery della Casa dell'Architettura di Roma. La Biennale di Viterbo e l'Apai gli hanno conferito il Premio Internazionale 2014 per la Cultura Indipendente in Movimento. Per il lavoro svolto a Metropoliz ha ricevuto il Premio Internazionale Luisa Giorgetti 2015.
Collabora con la Fondazione Pistoletto in qualità di artista docente. Il commento del curatore alla mostra
Il pregiudizio che accomuna colore e femminile (come pure il decorativo, l’eccessivo, la seduzione visiva con il popolare e l’esotico) ha, nella nostra cultura, origini antiche. Platone, nella sua battaglia contro il mondo sensibile, condannava il colore, al pari della donna, falso, disonesto e ingannatore.
E Baudelaire accomunava donne, selvaggi e bambini, per via della
“loro ingenua aspirazione verso ciò che brilla, i piumaggi multicolori, le stoffe cangianti, la maestà superlativa delle forme artificiali, il loro disgusto per il reale”.
Anche Charles Blanc, nomen omen, identificava il colore con il femminile nell’arte:
“riconosciamo il potere del colore, e che il suo ruolo è di dirci che cosa agita il cuore, mentre il disegno ci mostra quello che passa nella mente”.
Il colore è accusato di confondere, disorientare, impedire alle idee di farsi chiare e distinte, sedurre, ammaliare, difficile da contenere resiste alla verbalizzazione.
“Le esaltazioni sensoriali del tubo dipinto meglio lasciarle ai tintori di vestiti!"
avrà a dire Le Corbusier, che dopo essersi inebriato dei cieli color indaco e verde smeraldo, degli smalti gialli e blu, dei mille fiori e delle belle donne d’Oriente, sull’Acropoli si converte definitivamente al monocromo e al bianco.

Il commento del curatore alla mostra

Il pregiudizio che accomuna colore e femminile (come pure il decorativo, l’eccessivo, la seduzione visiva con il popolare e l’esotico) ha, nella nostra cultura, origini antiche. Platone, nella sua battaglia contro il mondo sensibile, condannava il colore, al pari della donna, falso, disonesto e ingannatore.
E Baudelaire accomunava donne, selvaggi e bambini, per via della
“loro ingenua aspirazione verso ciò che brilla, i piumaggi multicolori, le stoffe cangianti, la maestà superlativa delle forme artificiali, il loro disgusto per il reale”.
Anche Charles Blanc, nomen omen, identificava il colore con il femminile nell’arte:
“riconosciamo il potere del colore, e che il suo ruolo è di dirci che cosa agita il cuore, mentre il disegno ci mostra quello che passa nella mente”.
Il colore è accusato di confondere, disorientare, impedire alle idee di farsi chiare e distinte, sedurre, ammaliare, difficile da contenere resiste alla verbalizzazione.
“Le esaltazioni sensoriali del tubo dipinto meglio lasciarle ai tintori di vestiti!"
avrà a dire Le Corbusier, che dopo essersi inebriato dei cieli color indaco e verde smeraldo, degli smalti gialli e blu, dei mille fiori e delle belle donne d’Oriente, sull’Acropoli si converte definitivamente al monocromo e al bianco.

La Venere degli stracci

Manifesto dell’Arte povera, l’installazione è costituita dall’accostamento provocatorio e apparentemente stridente fra la riproduzione della Venere con mela dell’artista neoclassico Bertel Thorvaldsen e un cumulo di abiti variopinti. La scultura, che evoca pose e proporzioni della Venere di Milo e la Venere Callipigia, è un esperimento di doppia imitazione e rappresenta l’inclusione del classico nell’epoca della riproducibilità tecnica: il calco industriale in gesso è un prodotto seriale come gli stracci che la dea sembra in procinto di attraversare, contaminando il suo canone con il caos rivoluzionario.

Michelangelo Pistoletto
Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. Inizia a esporre nel 1955 e nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria Galatea di Torino. La sua prima produzione pittorica è caratterizzata da una ricerca sull’autoritratto. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadri specchianti, che includono direttamente nell’opera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono inoltre la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con questi lavori Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare, già nel corso degli anni Sessanta, mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. I Quadri specchianti costituiranno la base della sua successiva produzione artistica e riflessione teorica.Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dell’Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto è animatore e protagonista. A partire dal 1967 realizza, fuori dai tradizionali spazi espositivi, azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella “collaborazione creativa” che Pistoletto svilupperà nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre più ampi della società. Tra il 1975 e il 1976 realizza nella Galleria Stein di Torino un ciclo di dodici mostre consecutive, Le Stanze, il primo di una serie di complessi lavori articolati nell’arco di un anno, chiamati “continenti di tempo”, come Anno Bianco (1989) e Tartaruga Felice (1992).

Nel 1978 tiene una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua futura ricerca e produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e L’arte assume la religione. All’inizio degli anni Ottanta realizza una serie di sculture in poliuretano rigido, tradotte in marmo per la mostra personale del 1984 al Forte di Belvedere di Firenze. Dal 1985 al 1989 crea la serie di volumi “scuri” denominata Arte dello squallore. Nel corso degli anni Novanta, con Progetto Arte e con la creazione a Biella di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e dell’Università delle Idee, mette l’arte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale al fine di ispirare e produrre una trasformazione responsabile della società. Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l'Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l'artista annuncia quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d'arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo”.

Nel 2010 è autore del saggio Il Terzo Paradiso, pubblicato in italiano, inglese, francese e tedesco. Nel 2011 è Direttore Artistico di Evento 2011 – L'art pour une ré-évolution urbaine a Bordeaux. Nel 2012 si fa promotore del Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita, festeggiata ogni anno il 21 dicembre con iniziative realizzate in diversi luoghi del mondo. Nel 2013 il Museo del Louvre di Parigi ospita la sua mostra personale Michelangelo Pistoletto, année un - le paradis sur terre. In questo stesso anno riceve a Tokyo il Praemium Imperiale per la pittura.
Nel 2014 il simbolo del Terzo Paradiso è stato installato nell'atrio della sede del Consiglio dell'Unione Europea a Bruxelles durante il semestre di presidenza italiana.
Nel maggio del 2015 la Universidad de las Artes de L'Avana gli conferisce la laurea honoris causa.
Nello stesso anno realizza un'opera di grandi dimensioni, intitolata Rebirth, collocata nel parco del Palazzo delle Nazioni di Ginevra sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

martedì 18 luglio 2017

GOLETTA DEI LAGHI

Incontro di Goletta dei Laghi al Museo della pesca di San Feliciano

MAGIONE  – Mercoledì 19 luglio Goletta dei Laghi farà tappa a Magione, San Feliciano -Museo della Pesca, ore 9.30/11.30, per un tavolo di confronto con i sindaci dei comuni del Trasimeno, la Regione dell’Umbria, l’Autorità di Bacino del Tevere, Umbra Acque, l’Università di Perugia, la Cooperativa pescatori del Trasimeno, le associazioni di categoria, culturali e ricreative del territorio per parlare di pianificazione, depurazione, modalità e svolgimento di Goletta dei laghi.
Seguirà, alle 11.30, incontro con la stampa su monitoraggio delle acque e delle plastiche.

Per approfondire

venerdì 14 luglio 2017

MUSEO DELLA PESCA SAN FELICIANO

Al Museo della pesca laboratori sensoriali per scoprire le bellezze del lago
Più di ottocento le scuole provenienti dall’Umbria e da altre regioni d’Italia che hanno partecipato alle attività didattiche

Più di ottocento gli studenti, provenienti dall’Umbria e da altre regioni d’Italia, che lo scorso anno hanno visitato il Museo della pesca di San Feliciano, Magione, partecipando ai laboratori sensoriali proposti dai suoi operatori.

Un po' di storia
Il primo nucleo del museo vide la nascita in un capannone in cui i pescatori del posto iniziarono a ricomporre la propria storia. L’allestimento era minimale, il luogo non dei migliori, ma già, nella sua semplicità, l’idea aveva in sé tutte le potenzialità che avrebbe poi maturato negli anni. Anche quando tutto il materiale venne trasferito nell’attuale sede, ampliato e supportato da ricerche scientifiche realizzate grazie al supporto di studi e ricerche del progetto ALLI (Atlante linguistico dei laghi italiani), il museo non mutò il suo spirito iniziale: quello di essere un luogo esperienziale. Degli anni Novanta rimane la figura mitica del pescatore Dante che, lanciando il giacchio, prendeva nella rete intere scolaresche. Ragazzi e ragazze che, per la prima volta, vedevano uno dei lanci più antichi fatti dai pescatori del Trasimeno. 

Guarda il video con Dante Gasperi


Negli anni, anche grazie al lavoro degli operatori di Sistema Museo che gestiscono la struttura, i laboratori sono diventati il punto di forza per trasmettere conoscenze e far vivere con tutti i sensi quello che è l’ecosistema lacustre.

«Questo è un museo particolare che si presta all’esperienza sensoriale del visitatore – spiega Federica Volpi, responsabile della didattica del Museo della pesca –. Questa sua caratteristica è stata da noi studiata e valorizzata». «Tutto è nato alcuni anni fa con la Lega del filo d’oro – ricorda Federica – che ci chiese di fare una visita guidata per ragazzi non vedenti e ipovedenti. Ci concentrammo proprio sulle sensazioni che i materiali possono dare al tatto, all’udito, all’olfatto. In quell’occasione furono realizzati anche dei cartoncini bucherellati che riproducevano le forme dei pesci più noti presenti nel lago. Quel progetto ci ha fatto capire che l’esperienza sensoriale è importante per tutti, portando alla nascita del laboratorio “Il lago in tutti i sensi” che noi organizziamo sia per le scuole dell’infanzia che del ciclo della primaria. Il laboratorio, molto apprezzato dalle scolaresche, è tutto incentrato sull’esperienza tattica, uditiva e olfattiva».
Intervista a Federica Volpi

LAVORI VIABILITÀ PROVINCIA PERUGIA

I lavori della Provincia di Perugia sulle strade del comune di Magione

Il settore viabilità della Provincia di Perugia – la cui articolazione territoriale Trasimeno Perugia ha di recente trovato sede negli spazi del Comune – ha realizzato alcune bitumature nelle seguenti zone: SP316 tra Torricella e Monte del Lago (200 metri circa); SP315 innesto per Montebuono dalla SR599 per Chiusi (200 metri) ed altri 200 metri al chilometro 6; SP143 salita di Caserino (100 metri). Obiettivi condivisi con la stessa amministrazione comunale di Magione.

Per il futuro, oltre all'attenzione per le due strade regionali che attraversano il territorio (SR599 ed SR75bis) – di concerto con la consigliera provinciale delegata alla viabilità Erica Borghesi e ai tecnici dell'ente – gli interventi saranno concentrati sulla provinciale litoranea Torricella-San Savino (SP316) e quella che attraversa Agello (SP317).

Nelle prossime settimane saranno realizzati brevi tratti di bitumatura su: SP316, centro abitato di San Feliciano; SR599 tornanti tra Dirindello e Montebuono; SP319 strada per Montemelino.

giovedì 13 luglio 2017

SCUOLA ITC MAGIONE

Organici ridotti mettono a rischio la futura terza dell’Istituto tecnico economico: studenti dovrebbero trasferirsi a Perugia
L'appello del sindaco: «Si evitino disagi, in diversi smetterebbero di studiare»

MAGIONE 12 luglio 2017 – Dovrebbero interrompere il ciclo di studi avviato due anni fa e trasferirsi in una nuova scuola a Perugia: è questo il rischio che si sta concretizzando per i 14 studenti della seconda superiore, futura terza, dell'Istituto tecnico economico di Magione.
L'ufficio scolastico regionale infatti, malgrado le pressioni – esercitate sia dalla dirigenza scolastica dell'omnicomprensivo di Magione che dalla stessa amministrazione comunale – non sembra recedere dalla decisione di togliere dall'organico i professori necessari all'insegnamento in una delle sei classi attualmente attive nel plesso. La ragione di tale scelta sembra trovarsi nelle generali riduzioni al corpo insegnanti che – malgrado il terremoto – toccherebbero anche diverse realtà dell'Umbria.

Il sindaco "Se trasferiti potrebbero rinunciare agli studi"
«Con questi tagli agli organici – spiega il sindaco Giacomo Chiodini – si stanno limando le classi con minor numero di alunni. A Magione però, in assenza di un'altra classe terza alternativa, tale decisione determinerà il trasferimento in altra scuola degli studenti. Un'ipotesi che rischia di creare disagi importanti per le famiglie e per gli alunni. Alcuni – continua il primo cittadino di Magione – potrebbero, per ragioni diverse, dover interrompere gli studi: una sconfitta per tutti noi, a partire da chi dirige la scuola pubblica».

L'appello del sindaco all'ufficio scolastico e alla Regione Umbria
«Chiediamo, assieme agli insegnanti, alla dirigenza della scuola e alle famiglie, di rivedere tale decisione – aggiunge Chiodini – e di valutare un compromesso meno doloroso, come ad esempio recuperare il monte ore di insegnamento accorpando altre classi doppie. È necessario tutelare una scuola cresciuta negli ultimi anni, sia in termini di qualità che di frequenze. Si tratta di un istituto che rappresenta un presidio dell'istruzione superiore al Trasimeno. Sullo sfondo inoltre rimane il disagio per gli alunni e per le loro famiglie a cui – conclude – vorremmo garantire un inizio di anno sereno e proficuo in tutti i suoi aspetti».

mercoledì 12 luglio 2017

CONGIURA AL CASTELLO MAGIONE



L'avvincente "Congiura al castello" 
torna dal 20 al 30 luglio con tante novità
Food experience con ArcheoFood,  viaggio polisensoriale nei costumi e nelle usanze dell’epoca e l'arte di Giorgio Lupattelli tra le iniziative in programma

Congiura al castello, spettacolo promosso dal Cral ‘Domenico Cancelloni’, a metà tra pièce teatrale e rievocazione storica, in programma a Magione nel Castello dei Cavalieri di Malta dal 20 al 23 e dal 27 al 30 luglio, sarà caratterizzato anche da una food experience, un viaggio polisensoriale nei costumi e nelle usanze dell’epoca, quelle culinarie in primis, e dall’esposizione delle opere in pittura digitale che l’artista magionese Giorgio Lupattelli ha realizzato ispirandosi anch’esso alla vicenda della congiura ordita nel 1502 contro il condottiero Cesare Borgia.
La Congiura venne organizzata proprio nel castello di Magione e sarà riproposta  a distanza di sei anni dall’ultima messa in scena, dalla Compagnia teatrale magionese e dal regista Giampiero Frondini.


Informazioni
L’evento, i cui biglietti sono già acquistabili online nel sito web www.congiura.it, prenderà il via ogni sera alle 19.30 e alle 20.30 e si aprirà con una cena gourmet a base di piatti dal sapore antico, rivisti in chiave moderna e ideati in collaborazione con ArcheoFood. Si proseguirà poi, alle 21.30 e alle 22.30, con lo spettacolo teatrale vero e proprio che cercherà di far immergere lo spettatore nel periodo rinascimentale, complici i suggestivi ambienti che lo ospiteranno.

Nel corso della serata sarà possibile ammirare la mostra ‘L’altra congiura’ contenente le opere artistiche di Giorgio Lupattelli.



Guarda le opere di Giorgio Lupatelli su: http://bit.ly/2tdxKM

Patrocini
‘Al Castello – Congiura/Food experience/Mostra’, questo il nome completo con cui è stata ribattezzata la manifestazione, si è anche arricchita di un nuovo patrocinio oltre a quelli già ottenuti da Regione Umbria, Comune di Magione, ProMagione, Università dei sapori e Pro.Bio. Il Comune di Fermo ha, infatti, concesso il suo sostegno all’evento visto che ai fatti prese parte, in qualità di congiurato poi assassinato dallo stesso Borgia, anche il condottiero Oliverotto Euffreducci, maggiormente noto come Oliverotto da Fermo, che ebbe i natali proprio nella città marchigiana.

Video Congiura al Castello






martedì 11 luglio 2017

CASTELLO CAVALIERI DI MALTA

Gusto e arte al castello dei cavalieri di Malta di Magione
Domenica 16 luglio in programma visite e degustazioni nell’antico maniero

MAGIONE – Il castello dei Cavalieri di Malta a Magione apre i battenti ad arte e gusto con una serie di iniziative che animeranno l’antico maniero tutta l’estate. Inizio domenica 16 luglio con un tour che comprende la visita alle bellezze architettoniche tra cui le imponenti arcate del chiostro (il castello risale al XII secolo); la chiesa con gli affreschi ella scuola del Pinturicchio e l’antica barricaia in cui si conservano i vini che l’azienda produce.
L’azienda propone anche diversi tour degustativi per i cui orari e offerte si può contattare il 348 2300768

GUARDA IL PROGRAMMA

ANTICA BARRICAIA del castello