martedì 9 agosto 2022

LABORATORI ALLA SCOPERTA DEI “SENSI” AL MUSEO DELLA PESCA DI SAN FELICIANO

Le didattiche sono ispirate alla mostra “La rivoluzione della fantasia. Rodari, Munari e gli altri” in corso nello spazio espositivo del museo

Ispirato dalla fantasia di due grandi creativi: Gianni Rodari e Bruno Munari domenica 14 agosto, ore 17, a San Feliciano di Magione, Museo della pesca e del lago Trasimeno, si terrà il laboratorio “Il bosco tattile". Gli operatori di Sistema Museo, cooperativa che gestisce lo spazio museale, guideranno bambini e bambine in giochi che coinvolgeranno tutti i sensi.
“Un laboratorio – spiegano gli organizzatori – in cui giocheremo con i sensi per allargare la conoscenza plurisensoriale. Ogni bambino è sempre presente con tutti i sensi in tutto ciò che fa, e vive più intensamente ogni esperienza proposta. Utilizzando i materiali più particolari ci divertiremo a creare un bosco tattile che ogni bambino potrà riportare a casa.”
Età consigliata dai 4 anni in su. I bambini sotto i 6 anni devono essere accompagnati da un adulto. Il laboratorio ha una durata di circa 60 minuti circa ed è gratuito con il biglietto di ingresso al museo. Prenotazione consigliata al 0758479261 o mail a magione@sistemamuseo.it.

I laboratori rientrano nelle attività organizzate nell’ambito della mostra “La rivoluzione della fantasia. Rodari, Munari e gli altri” in corso nello spazio espositivo del museo. Fino ad ottobre sarà possibile visitare anche le mostre temporanee “Il Pioniere” che ripercorre le vicende del giornalino per ragazzi Il Pioniere pubblicato dall’Associazione pionieri d’Italia, sotto la guida di Carlo Pagliarini che ne è stato il fondatore, tra gli anni Cinquanta e Sessanta; e la mostra fotografica "Lago di fantasia" di Stefano Stefanoni.

MONTE DEL LAGO, AL VIA LA DEMOLIZIONE DELL'EX DEPURATORE

Una struttura in cemento lungolago abbandonata e fuori uso da decenni in un luogo di particolare pregio paesaggistico

Avviata la fase di demolizione dell’ex depuratore, una struttura in cemento abbandonata e fuori uso da decenni collocata in un punto di particolarmente panoramico del lungolago di Monte del lago, comune di Magione.

Realizzato negli anni Ottanta sulle rive del Trasimeno, l'impianto è stato dismesso nel 1997 con l'introduzione del nuovo sistema di collettamento fognario centralizzato che ha messo fuori servizio i vari "depuratori di frazione" ingombranti e poco efficienti. All'abbattimento dell'edificio – avvolto da anni da una fitta vegetazione – seguirà la bonifica del sito con una generale sistemazione ambientale dell'area.
La bonifica di questa zona di pregio paesaggistico e naturalistico è stata finanziata per oltre 200mila euro dall’assessorato all’Ambiente della Regione Umbria nel quadro dei progetti integrati Trasimeno e Tevere.


Era da tempo che la popolazione residente sollecitava questo tipo di intervento e il Comune di Magione ha indicato, in occasione di un contributo regionale, questa come opera di riqualificazione ambientale. Richiesta a cui la Regione dell’Umbria ha risposto positivamente finanziando interamente la demolizione.

È l’ufficio lavori pubblici del comune di Magione a seguire l’iter autorizzativo e la realizzazione dell’opera.






lunedì 18 luglio 2022

“LE VIE DEL TRASIMENO” UN GRUPPO DI CAMMINATORI TRA PASSIONE E PROMOZIONE DEL TERRITORIO

Rubeca e Chiodini: “un percorso che andrebbe promosso nelle scuole. Indispensabile una risistemazione della segnaletica

In principio ci sono loro: lo specchio azzurro reso famoso dai suoi incredibili tramonti, i percorsi tra il grigio argenteo degli olivi e i profumi che cambiano a seconda delle stagioni: quello delle ginestre e del biancospino in primavera, quello amarognolo degli oleandri e acuto dell’erba in estate. Un mutare continuo di colori e odori che il camminare lento rende più percettibili.

C’è tutto questo, ma anche molto altro, nel gruppo di camminatori che prende il nome dal progetto di Massimiliano Cremona e Fabrizio Pepini “Le vie del Trasimeno” di cui, oltre che esserne continui frequentatori, hanno deciso di promuoverne la conoscenza affinché tutti possano apprezzarne la bellezza.
“Amiamo camminare da sempre – spiegano Emanuele Rubeca e Emanuele Chiodini tra i fedelissimi delle camminate – ma aver costituito un gruppo che condivide la stessa passione ha sicuramente motivato anche persone che non avevano questa abitudine. Come ha scritto Fabrizio Pepini, che conosciamo personalmente e che ci ha gentilmente concesso la possibilità di utilizzare il nome del suo progetto per il nostro gruppo, il cammino offre infinite possibilità: godere semplicemente dei panorami, e il nostro lago ne offre di spettacolari, ma, come nel suo progetto “Camminare guarisce” avere funzione di terapia per il corpo e per la mente o essere strumento di reinserimento sociale. Noi ci limitiamo, ovviamente, al primo caso ma possiamo testimoniare di persone che hanno visto migliorare il loro stato di salute fisico e mentale grazie a queste semplici passeggiate.”

Lungo nel suo complesso 160 chilometri “Le vie del Trasimeno” è un percorso ad anello intorno al lago suddiviso in sette tappe che coinvolge tutti i Comuni lacustri attraverso percorsi che si possono fare solo a piedi. Ad ogni fine tappa si può richiedere ad una attività produttiva del posto un timbro su un apposito documento "la credenziale", rilasciato dall’associazione “Camminare guarisce” che ne attesta l’arrivo.

“Pur avendolo fatto tutto più di una volta – raccontano – il fatto di essere vicini a casa ci consente non solo di poterlo fare a tappe ma di abbinare anche altre iniziative in base alle adesioni. Tra le ultime il concerto che ci hanno offerto tre musiciste canadesi qui in vacanza che hanno portato i loro strumenti ed hanno suonato al tramonto. Un’esperienza unica. Ma può esserci l’osservazione delle stelle o solo un bel pic-nic tutti insieme.”

Per ora le date sono comunicate attraverso il passaparola anche se il gruppo ha una pagina Facebook “Camminate e tramonti intorno al Trasimeno” ma “al momento – spiegano – la utilizziamo prevalentemente per postare le foto del lago. Ma, consapevoli del grande valore che ha il camminare, il nostro desiderio sarebbe quello di promuovere la via del Trasimeno nelle scuole ritenendolo di grande valore sia per la salute personale che per l’educazione ambientale. Solo conoscendo la bellezza di questi luoghi si può imparare a rispettarli.”

Percorsi che, purtroppo, non sono sempre adeguatamente segnalati. “Abbiamo fatto presente questa mancanza a più enti – fanno sapere –. È un vero peccato perché aldilà della parte ludica esiste un’economia intorno a questi cammini che andrebbe incrementata a vantaggio delle attività locali. Ma se mancano segnalazioni adeguate tutto resta patrimonio di pochi appassionati.”


IL PIONIERE, STORIA DI UN GIORNALINO E DI UN RODARI “SCOMODO”

Inaugurata al Museo della pesca di San Feliciano la mostra che ripercorre l’attività poco conosciuta dello scrittore di Omegna tra gli anni Cinquanta e Sessanta


Inaugurata al Museo della pesca e del lago Trasimeno di San Feliciano, Magione, la mostra che ripercorre le vicende del giornalino per ragazzi Il Pioniere pubblicato dall’Associazione pionieri d’Italia, sotto la guida di Carlo Pagliarini che ne è stato il fondatore, tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

L’inaugurazione è stata preceduta dalla presentazione del libro “Associare i ragazzi” di cui ha parlato Marco Fincardi, docente di storia dell’associazionismo all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ne ha curato l’edizione. In queste memorie, scritte negli anni Ottanta, Pagliarini rivisita i momenti salienti della sua esperienza di organizzatore dell'attivismo giovanile nel dopoguerra relativamente all’attività dell’associazione, e del ruolo svolto da alcuni collaboratori tra cui Gianni Rodari che sarà direttore e redattore del Pioniere.

Lo scrittore Rodari, che diventerà poi famoso a livello internazionale, nasce in quel crogiolo di idee innovative che contraddistinsero il gruppo di giovani – Pagliarini ma anche Dina Rinaldi, che lo sostituirà alla direzione, Marcello Argilli, Ada Gobetti, e tanti altri che ruotavano intorno a quel giornale a fumetti che parlava ai più piccoli di Resistenza, pace e temi sociali con una morale di sinistra.

“I testi di Rodari
– ha affermato Fincardi – nascono in un contesto di idee progressiste sull’educazione delle giovani generazioni e che trovarono ostracismo, negli anni Cinquanta, sia in una parte del clero che, talvolta, del partito comunista a cui questa esperienza editoriale era legata. Leggere quelle che banalmente vengono definite “filastrocche” decontestualizzandole da quell’esperienza significa togliergli quel valore rivoluzionario che ebbero e che comportò, per lunghi anni, anche una scarsa valorizzazione dei suoi scritti. Non dobbiamo dimenticare che, come tutti i redattori del Pioniere, Rodari fu soggetto a scomunica e che rimase sempre iscritto al Partito comunista.”

In mostra si possono ripercorrere alcuni degli eventi più significativi tra cui il processo di Pozzonovo in cui responsabili della locale sezione dei pionieri d’Italia vennero accusati di pedofilia, i genitori e i bambini che frequentavano l’associazione scomunicati. Le accuse caddero tutte, ma le conseguenze per tutti soggetti coinvolti furono, in molti casi, devastanti.

Da parte della sinistra si ricorda, in particolare, l’intervento di Nilde Jotti sulla condanna del fumetto visto, per la sua provenienza dall’America, come causa della decadenza delle giovani generazioni.

Non mancano curiosità come l’acceso dibattito che si aprì nella rubrica di lettere curata da Gianni Rodari sui capelloni dopo una visita della redazione alla sede di Bandiera gialla, programma radiofonico tra i più ascoltati dai giovani dell’epoca.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Magione in collaborazione con Sistema Museo e Comunicareleditoria come sezione temporanea della mostra permanente “La rivoluzione della fantasia. Rodari, Munari e gli altri tra punti e linee”.

All’inaugurazione sono intervenuti l’assessore alla cultura del Comune di Magione, Vanni Ruggeri, l’organizzatrice della mostra, Luigina Miccio, Comunicareleditoria, Federica Volpi, responsabile del Museo della pesca per Sistema Museo, rappresentanti dell’Associazione Pionieri tra cui Carlo Zaia a cui si deve la digitalizzazione di tutti i numeri del Pioniere consultabili sul sito www.ilpioniere.org; Morena Moretti, Alfredo Moretti autore del testo “Chi ha ucciso Cipollino?” e Andrea Baldassarri, presidente Arci Magione.

mercoledì 13 luglio 2022

GRAND TOUR. QUANDO IL VIAGGIO ERA SCOPERTA E CREAZIONE DI UNA NUOVA CULTURA EUROPEA


Inaugurata alla Torre dei Lambardi la mostra “Viaggio in Italia. Cartografia, guide e immagini del Grand Tour fra XVIII e XIX secolo”
Dal fascino delle antiche carte alle più moderne tecnologie multimediali sulle tracce dei turisti del passato 

Un percorso espositivo che si muove tra documentazione storica (cartografie, guide, resoconti di viaggio, manualistica) e proiezioni immersive, filmati e contenuti interattivi, quello che compone la mostra “Viaggio in Italia. Cartografia, guide e immagini del Grand Tour fra XVIII e XIX secolo” inaugurata alla Torre dei Lambardi di Magione.
A fare da guida all’interno delle diverse sezioni che si articolano sui cinque piani dello storico edificio, sono gli stessi protagonisti del Grand Tour sette-ottocentesco, uomini ma anche donne resi celebri dall’eccezionalità della propria esperienza di viaggio e dalla vividezza con cui l’hanno raccontata.


Promosso e organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Magione, assessore Vanni Ruggeri, in collaborazione con Sistema Museo e con il patrocinio dell’Associazione italiana collezionisti di cartografia antica “Roberto Almagià – ma, soprattutto, grazie al materiale proveniente dalla collezione privata “Scriptorium” di Piero Giorgi e Carla Cicioni, che ne sono anche i curatori – il percorso espositivo racconta, con il fascino del documento originale, oltre due secoli di evoluzione del Grand Tour, una pratica sociale che univa le élite di mezza Europa alla ricerca della bellezza e della cultura dell’Italia.

Dagli itinerari in diligenza all’avvento della ferrovia, dalla viabilità dell’epoca ai suggerimenti pratici da moderni travel blogger, il percorso espositivo presenta oltre cento pezzi tra cartografia, guide, resoconti di viaggio, manuali per il turista dell’epoca, stampe e incisioni che restituiscono la percezione del territorio di vedutisti e incisori, impegnati a veicolare l’immagine di un paese idealizzato, meta e oggetto del desiderio.
“Questa mostra – ha dichiarato l’assessore Ruggeri – nasce con l’idea di restituire quel contesto in cui si andava costruendo una nuova identità europea sulle basi di una cultura condivisa, in cui il viaggio in Italia rappresentava uno dei passaggi fondamentali per la formazione dell’aristocrazia e della nuova borghesia delle professioni. Gli strumenti utilizzati per pianificare il viaggio vanno però aldilà della pura finalità utilitaristica diventando, invece, delle vere e proprie opere d’arte. Grazie all’accurata selezione operata dai curatori, la qualità esecutiva di questi documenti si può apprezzare nelle carte geografiche, alcune di grandi dimensioni, ma anche nelle incisioni, nelle vedute e nelle illustrazioni che i viaggiatori realizzavano per documentare luoghi visitati e interessi storico-eruditi che orientavano gli itinerari.”
Al taglio del nastro sono intervenuti, tra gli altri, Massimo Lagetti, vicesindaco di Magione, Vanni Ruggeri, assessore alla cultura, Franca Tegliucci e Sergio Trippini, Associazione Roberto Almagià, Carla Cicioni e Piero Giorgi, Francesca Caproni, direttrice Gal Trasimeno-Orvietano; Mario Squadroni, presidente della Deputazione di Storia patria per l’Umbria.
































lunedì 11 luglio 2022

IL GRAND TOUR FRA XVIII E XIX SECOLO IN MOSTRA ALLA TORRE DEI LAMBARDI DI MAGIONE

Un itinerario sulle tracce dei grandi viaggiatori del passato mossi dal fascino per l’Italia e la sua cultura. Inaugurazione sabato 9 luglio


Si inaugura sabato 9 luglio, alla Torre dei Lambardi di Magione, ore 10.30, la mostra “Viaggio in Italia. Cartografia, guide e immagini del Grand Tour fra XVIII e XIX secolo”, promossa e organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Magione, assessore Vanni Ruggeri, in collaborazione con Sistema Museo e con il patrocinio dell’Associazione italiana collezionisti di cartografia antica “Roberto Almagià”.

L’esposizione vanta oltre cento tra carte, mappe, stampe antiche e volumi provenienti dalla collezione privata “Scriptorium” di Piero Giorgi e Carla Cicioni, che sono anche i curatori della mostra: un patrimonio di carta che racconta, con il fascino del documento originale, oltre due secoli di evoluzione del Grand Tour, una pratica sociale che univa le élite di mezza Europa alla ricerca della bellezza e della cultura dell’Italia. Dagli itinerari in diligenza all’avvento della ferrovia, dalla viabilità dell’epoca ai suggerimenti pratici da moderni travel blogger, il percorso espositivo si muove tra cartografia, guide, resoconti di viaggio, manuali per il turista dell’epoca, stampe e incisioni che restituiscono la percezione del territorio di vedutisti e incisori, impegnati a veicolare l’immagine di un paese idealizzato, meta e oggetto del desiderio. Il culto per l’antichità e il gusto per il pittoresco trovano nel Trasimeno una tappa d’eccezione e un oggetto di riflessione nelle pagine degli eruditi.

La mostra, organizzata sui 5 piani dello spazio espositivo, si avvale anche di tecnologie multimediali innovative con proiezioni immersive, filmati e contenuti interattivi che consentono di arricchire l’esperienza di visita. A fare da guida all’interno delle diverse sezioni in cui si articola la mostra saranno gli stessi protagonisti del Grand Tour sette-ottocentesco, uomini ma anche donne resi celebri dall’eccezionalità della propria esperienza di viaggio e dalla vividezza con cui l’hanno raccontata.

Al taglio del nastro interverranno: Giacomo Chiodini, Sindaco di Magione, Vanni Ruggeri, Assessore alla cultura, Franca Tegliucci e Sergio Trippini, Associazione Roberto Almagià, Carla Cicioni e Piero Giorgi.
La mostra racconta inoltre l’amore di Carla Cicioni e Piero Giorgi per la cartografia antica, la vedutistica e i libri di viaggio e racconta della possibilità che ci danno questi materiali di viaggiare per immagini nello spazio e nel tempo. Entrambi medici, impegnati per molti anni nella organizzazione e gestione dei servizi sanitari, hanno coltivato l’interesse e la passione per il collezionismo di stampe e libri antichi.

INFO
Viaggi o in Italia, Cartografia, guide e immagini del Grand Tour fra XVIII e XIX secolo
Magione, Torre dei Lambardi,
dal 9 luglio al 3 ottobre 2022
orari di apertura
luglio-agosto
martedì-domenica, 10-13/16-19.30
sabato e domenica apertura serale: 21.30-23.30
settembre-ottobre
martedì-domenica, 10-13/15-18.00

giovedì 7 luglio 2022

INCONTRI AL MUSEO CON PRESENTAZIONE DI LIBRI E INAUGURAZIONE MOSTRA SUL GIORNALINO PIONIERE

Sabato 9 luglio, San Feliciano, Museo della pesca e del lago Trasimeno
L’iniziativa nell’ambito de “La rivoluzione della fantasia. Rodari, Munari e gli altri tra punti e linee.”

 Una mostra sul Pioniere (1950-1962), giornalino della sinistra degli anni Cinquanta e Sessanta, verrà inaugurata sabato 9 luglio, ore 18,30, al Museo della pesca e del lago Trasimeno di San Feliciano, Magione, nell’ambito dell’esposizione permanente “La rivoluzione della fantasia. Rodari Munari e gli altri tra punti e linee”.

Nel pomeriggio, ore 17, anche la presentazione deli libro La Trasimenide di Matteo dell’Isola. La narrazione epica e storica della vita al Trasimeno in un manoscritto del primo Cinquecento Morlacchi editore di Ermanno Gambini, Riccardo Massarelli, Mirko Santanicchia, Università degli studi di Perugia. Acquarelli di Elio Pasquali

La pubblicazione del Pioniere nacque per iniziativa dell’Associazione pionieri d’Italia costituita da Carlo Pagliarini, sotto la direzione di Gianni Rodari e di Dina Rinaldi che ne furono anche redattori. La figura di Pagliarini verrà ricordata dallo storico dell’associazionismo Marco Fincardi, docente di Storia sociale all’Università Ca’ Foscari di Venezia attraverso il testo da lui curato “Carlo Pagliarini. Associare i ragazzi” in collaborazione con il Comitato ricerche associazione pionieri d’Italia (Crap

Il racconto per immagini di quello che fu uno dei periodici per ragazzi più osteggiato dalla chiesa dell’epoca con critiche anche all’interno del Partito comunista per l’introduzione della forma fumetto nella narrazione di storie è reso possibile grazie all’importante lavoro fatto dal Comitato ricerche associazione pionieri d’Italia (Crap), in particolare nella persona di Carlo Zaia, che ha digitalizzato tutti i numeri del giornalino e nesso a disposizione del materiale originale per la mostra.

L’iniziativa è organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Magione in collaborazione con Sistema Museo, Comitato ricerche associazione pionieri d’Italia (Crap). Arci Magione, Comunicareleditoria.

Interverranno Gionni Moscetti, presidente Gal Trasimeno-Orvietano e Vanni Ruggeri, assessore alla cultura Comune di Magione.